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Faggiano: “Mi sento parte di una famiglia”

Il direttore sportivo del Parma parla del rinnovo, dell’intesa con la proprietà e del calciomercato che verrà: “Molto dipende dalla posizione di classifica”

RAPPORTO VERO. Il ds del Parma, Daniele Faggiano, ha parlato in conferenza a Collecchio all’indomani del rinnovo fino al 2020. “Con la società c’è un rapporto vero: sono orgoglioso di rappresentare questa città, questi colori che fanno parte di questa città. Siamo riusciti a riportare la squadra dove la parmigianità voleva ritornare, da Nuovo Inizio a Ppc, adesso dobbiamo essere bravi a tenercela stretta senza spese folli o tanto per accontentare tutti spendendo soldi che non abbiamo. Non voglio legare il mio nome a fallimenti o a passi indietro non solo a livello del campo ma anche a livello societario. Ripartiamo da questa escalation, dobbiamo essere tutti un unico blocco, cercando di comportarci come un padre, fratello, figlio per tutti in questa società. Tutti sanno che non porto rancore e se mi arrabbio è solo per il bene del Parma, poi posso pure sbagliare ma  lavoro per il bene di questa famiglia“.

LA MIA SECONDA FAMIGLIA.Ho detto che mi sento l’ottavo socio anche se remunerato, e confermo di essere uno di famiglia. Fare tre, quattro anni di contratto non me la sento, perché i rapporti lunghi si firmano ma si firmano anche le rescissione. Siccome mi sento uno di famiglia faccio un passo alla volta, anche perché già ci siamo trovati a fare delle rescissioni non contemplate a livello umano. Ho firmato ieri per un anno, ma l’accordo tacito c’era. Ci abbiamo messo un minuto a rifarlo, senza discussioni e senza null’altro. Mi tengo stretto il contratto e il Parma in generale, non è mai un punto di arrivo ma un punto di partenza. Stiamo cercando di tornare a essere una grande società, con un entourage di un certo livello. Dobbiamo costruire tanto, il centro sportivo non era più nostro e i parmigiani hanno comprato tutto. Il prossimo passo è sistemare la foresteria del settore giovanile“.

PRESTO PER IL MERCATO. “Non si parla di mercato, non si fanno valutazioni, mancano sette partite alla fine del girone di andata. Possono cambiare tante cose, è inutile fare nomi. Come mia abitudine voglio muovere poco a gennaio, lo spogliatoio ne risentirebbe e rischi di fare danni. L’infortunio di Dimarco e quello di Sierralta numericamente un po’ ci hanno penalizzato. Ma abbiamo qualcuno che si adatta a tutti i ruoli. Ounas? Non è un giocatore che fa per noi”.

ESTATE COMPLICATA. Se ho questa vena un po’ polemica è perché non esterno mai quello che sento. So io che cosa ho passato in questi mesi. In estate vacanze non ne ho fatte, chiedete a Pizzarotti, Malmesi, Ferrari e Lucarelli cosa abbiamo passato. E’ stato un mercato complicato, nelle difficoltà magari ci esaltiamo ma abbiamo avuto anche i bastoni tra le ruote in tante situazioni. Ad esempio non mi volevano far prendere un giocatore che ha problemi di alimentazioni. Ma adesso gioca con noi, e fa pure bene. Viviamo una situazione di stress particolare, so io quello che ho passato, ma l’ho fatto per il bene mio e di Parma. Io ho fatto il massimo grazie a Nuovo Inizio e a Ppc. Non posso parlare male degli altri ma dico che uno andava in una direzione e uno in un’altra, dovevo interfacciarmi con una realtà che andava sempre contro il mio pensiero. Niente polemiche, ma dovevo dirlo“.

SCELTA CORAGGIOSA. Vi racconto questo aneddoto. Ho lasciato Trapani, una città che mi appartiene e mi sono dimesso dal Palermo con ancora tre anni di contratto. Credevo di poter cambiare qualcosa a Palermo, ma ho sbagliato e mi sono tirato indietro, ma non per paura, per rispetto di tutti i tifosi del Palermo. Il Parma non esisteva quando io mi sono dimesso, mi hanno chiamato solamente due o tre giorni dopo. Io ero già ero in partenza per Verona, loro avevano scelto già altri profili e sembravano continuare con quei profili. Mi sono accorto di questa scelta rischiosa per la mia carriera, quando mi sono svuotato della tensione e la mente si proietta in maniera automatica verso nuovi obiettivi. Ho scelto Parma facendo solo sei mesi di contratto in C, con la pretesa di un premio se fossimo andati in B e il Parma aveva un’opzione a suo favore“.

PROGRAMMI FUTURI.I progetti della società sono quelli di confermarci prima di tutto quest’anno, poi piano piano gettare le basi per fare bene. Dobbiamo pensare alla squadra e alla società come realtà equilibrate. Il nostro programma – fino a quando ci sarò io – è l’equilibrio. Se devo dire a qualcuno dei soci che non bisogna spendere e fare le cose ponderate glielo dirò. L’equilibrio deve essere l’obiettivo principale. Preferisco farlo a giugno e luglio il mercato, durante la stagione meno tocco e meglio è“.

LA CLASSIFICA ATTUALE.I 17 punti? Dobbiamo solo continuare così e farne altri, passo dopo passo e a volte se non possiamo vincere dobbiamo pareggiare. Contro il Frosinone se non fa quella parata Sepe perdiamo 0-1 e andiamo a casa. E’ importante tutto nel calcio. Abbiamo vinto per l’autogol del Frosinone all’andata, per un gol in più siamo andati in Serie A. Posso dire sempre che ho visto una squadra viva, dal ritiro al campo. Ho visto uno staff tecnico motivato, una squadra viva. Non so se mi aspettassi questi 17 punti, ma solamente di lottare su tutti i campi. La Serie A è strana, ho visto l’Empoli giocare male pochissime volte ma ha meno punti di noi. I ragazzi sanno che prima si salvano, prima sono tranquilli e hanno pure a disposizione dei benefit”.

 

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