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La Gazzetta di Parma esalta la terza vittoria esterna dei crociati che in casa del Torino si rivelano ancora una volta micidiali nelle ripartenze

ORGANIZZAZIONE E TENUTA FISICA. Terzo successo esterno in campionato del Parma che prende per le corna e doma il Torino allo stadio Olimpico mettendo in campo spirito, organizzazione e classe in tante giocate. Azzeccate le mosse tattiche di mister Roberto D’Aversa che cambia sei elementi su undici rispetto all’ultima gara casalinga col Frosinone: se si esclude il giovane Bastoni, viene dato spazio a gente che unisce esperienza e voglia di tornare a sentirsi protagonista all’interno del rettangolo verde. E stupisce anche sotto l’aspetto della tenuta fisica che rappresentava una delle incognite alla vigilia per di più contro una squadra fisica, robusta e di gamba.

COPPIA RITROVATA. In quest’ottica ha fatto la differenza la condizione di Inglese e Gervinho ai loro primi gol in trasferta dove il Parma ha ottenuto più punti (9) che al Tardini (8) vincendo metà delle partite giocate. Non è un caso che con i due attaccanti di nuovo in campo la manovra offensiva sia sensibilmente migliorata e sia stato interrotto un digiuno che durava da ben 339′.

PARTENZA SPRINT. La rete di Gervinho al 9′, nata su un pasticcio della retroguardia granata, ha incanalato la partita nel binario preferito dai crociati che si sono esaltati nelle ripartenze tramortendo gli uomini di Mazzarri prima della mezz’ora quando Inglese ha convertito un cross rasoterra di Gagliolo con uno splendido tocco di punta-esterno sul primo palo che non ha lasciato scampo a Sirigu. E viene quasi da rimpiangere il mancato tris di Biabiany alla mezz’ora, primo ottimo intervento del portiere di casa, perchè da lì a breve Baselli accorcerà le distanze riaprendo di fatto la contesa.

RIPRESA SENZA PAURA. Ma è nel secondo tempo che il Parma legittima il risultato: concede poco o nulla al Torino, inutile l’ingresso di Zaza e il passaggio al 4-2-4, tiene con grande disinvoltura e appena ha le forze si affida alle ripartenze orchestrate dallo scatenato Gervinho che mette Inglese davanti alla porta, traversa piena, e manca di un soffio la doppietta personale in pallonetto. Alla lista delle occasioni mancate si aggiungono due conclusioni ravvicinate di Gagliolo, entrambe ipnotizzate dall’ottimo Sirigu che limita il passivo dei suoi. Il triplice fischio finale scatena la gioia ma anche tante prospettive rosee: un gruppo così, se resta in salute, può togliersi altre soddisfazioni.

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