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Parma, cercasi la via del gol

La Gazzetta di Parma analizza le cause della lunga astinenza dei crociati in fase offensiva che dura da 330 minuti

 

PIU’ CORAGGIO. L’ultima rete del Parma, firmata da Fabio Ceravolo, risale alla mezz’ora della vittoriosa trasferta in casa del Genoa dello scorso 7 ottobre: da quel giorno sono passati 330 minuti senza segnare di fronte al trio Lazio, Atalanta e Frosinone che hanno studiato le giuste contromosse per limitare i crociati abili, soprattutto, in contropiede e afflitti, in parte, da una leggera sindrome da “pancia piena” dopo i primi brillanti risultati. Ma la sensazione è che spesso e volentieri sia mancato un pizzico di coraggio e determinazione in più negli ultimi trenta metri, anche figlio dell’atteggiamento iperdifensivo di una squadra chiusa, compatta e pronta a ripartire.

I RIENTRI. Non bisogna, però, dimenticare le pesanti assenze di Inglese, Gervinho, rientrato nelle ultime due partite ma apparso ancora lontano dalla miglior condizione, e Grassi, in pratica i tre principali colpi del mercato estivo, che di sicuro hanno indebolito la manovra e la qualità del reparto offensivo. Il recupero di questi giocatori fondamentali rappresenta un toccasana per mister D’Aversa che effettivamente in loro presenza aveva già ricevuto risposte confortanti.

I PRECEDENTI. Non si tratta, tuttavia, dell’astinenza più lunga nella storia del Parma che nel 1984-85 restò a secco per ben 456 minuti e si avvicinò al record nel 2012-13 sotto la gestione Donadoni fermandosi a 429′ dal 65′ di Parma-Pescara (Amauri) al 44′ di Parma-Atalanta (Parolo) cinque giornate più tardi.

L’ultimo gol segnato dal Parma lo scorso 7 ottobre

 

 

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