Il tecnico crociato è intervenuto in conferenza stampa post-partita
Il Parma esce dalla sfida dell’Olimpico senza punti ma con la consapevolezza di aver giocato una buona partita contro una delle contendenti alla testa della classifica. Nel post-partita, il tecnico crociato Carlos Cuesta è intervenuto per commentare la sfida con i giallorossi: “Ho parlato con Gasperini? Sì, trenta secondi. Abbiamo dato tutto, non ho rimpianti: ci abbiamo provato fino alla fine. Analizzeremo quanto fatto per consolidare le note positive e migliorare in vista del Bologna per fare il risultato che tutti noi speriamo”. Al tecnico è stato chiesto quali differenze ha notato fin qui tra Premier League e Serie A: “La tattica c’è ovunque, non so fare paragoni. Le dinamiche sono diverse, ma non so altro: in Premier c’è più transizione, dinamismo rispetto all’Italia”.
Cuesta ha poi commentato la possibilità di giocare a 4 o a 5 in difesa: “Fino ad adesso stiamo facendo entrambe: a 5 eravamo solidi, lo vogliamo consolidare e migliorare anche ora a quattro. Vogliamo migliorare per creare di più e concretizzare”. Successivamente il tecnico ha provato a spiegare la partita giocata dai suoi ragazzi: “Loro hanno cambiato subito un uomo, noi abbiamo faticato di più: spesso non siamo usciti dalla nostra metà campo. Poi, credo che ci abbiamo provato fino all’ultimo, non siamo riusciti a fare un altro gol. Adesso, dobbiamo analizzare quanto fatto e pensare al Bologna”.
Infine, al tecnico è stato chiesto di commentare la possibilità per la Roma di vincere lo scudetto:Una squadra forte, le dinamiche sono particolari: il risultato è influenzato da episodi e non so dire se vincerà. Loro sono super organizzati, con identità e completezza: si vede la mano di Gasperini. Hanno tanta qualità, sarà una squadra super competitiva”.



Io non capisco perché il tuo giocatore più quotato tecnicamente deve giocare fuori posizione ogni dannata domenica. Come se Dybala oggi avesse fatto il 5 (quinto) a tutta fascia, è un’eresia. Infatti penso che oggi lo abbia dimostrato anche all’uscita essendo contrariato e non dando la mano a Cuesta
A quando l’arrivo di Palladino.
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