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Parma, paga Krause: subito 11 milioni e niente Spalmadebiti

Il presidente americano procede con il versamento integrale delle ritenute fiscali in scadenza, decidendo di non usufruire della possibilità di rateizzazione a 5 anni recentemente inserita nella Legge di Bilancio

Il Parma è tra le pochissime società, assieme a Fiorentina e Cremonese ad aver provveduto lo scorso 22 dicembre, al versamento integrale delle ritenute fiscali in scadenza, decidendo di non usufruire della possibilità di rateizzazione sino a 5 anni recentemente inserita nella Legge di Bilancio 2023. La decisione di procedere con il versamento integrale, più di 11 milioni cash versati nelle casse della Stato, è coerente con i valori e i principi che ispirano l’agire di Parma Calcio e di Krause Group: certezza delle regole, pianificazione a lungo termine e senso di responsabilità.

Il nuovo articolo 51 bis è entrato nella Legge di Bilancio e prevede che i versamenti e le ritenute possano essere diluiti in 60 rate mensili. E’ possibile rateizzare le addizionali regionali e comunali, l’Iva e le imposte sui redditi. Non i contributi Inps, che per ora non compaiono nel testo. I pagamenti saranno considerati tempestivi se effettuati entro il 31 dicembre 2022. Altrimenti si potranno pagare a rate. Le prime tre andranno saldate entro la fine di gennaio 2023. Con il pagamento rateale c’è una maggiorazione del 3% delle somme da versare già dentro la prima rata. L’emendamento Lotito invece non prevedeva il pagamento di interessi. Attualmente, tra Irpef, Inps e Iva il calcio deve all’Erario 800 milioni di euro. E di questi circa 600 sono in carico alla Serie A. In testa, scrive il quotidiano La Stampa, c’è l’Inter con 50 milioni di arretrati. Seguono Roma e Lazio (40 e 38), Juventus (30), Napoli (25) e Milan (10).

 

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