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Parma, sconfitta meritata a Genova

La Gazzetta di Parma analizza la prestazione scialba dei crociati che non si rendono mai pericolosi e cadono senza reagire sul campo della Sampdoria

ZERO TIRI. Il Parma ha rimediato una sconfitta netta e giustificata sul campo della Sampdoria, per certi versi simile a quelle con Atalanta e Napoli. Un discreto primo tempo, senza mai rischiare più di tanto pur costruendo poco in fase offensiva e una ripresa in costante apnea sotto gli attacchi continui dei blucerchiati oggettivamente superiori. Zero tiri in porta e appena due conclusioni abbozzate in una gara che ha visto il predominio territoriale dei padroni di casa arrivati fino al 71% del possesso palla.

PRIMO TEMPO NOIOSO. Quarto d’ora iniziale di sostanziale equilibrio poi al primo corner il Parma sfiora il vantaggio con un colpo di testa di Iacoponi a lato di un soffio. Il campo allentato dalla pioggia frena chi dovrebbe comandare il gioco e questo favorisce i crociati che non concedono nulla se non qualche iniziativa sulle corsie esterne. Dove spesso si allarga Quagliarella alla ricerca di spazi lontano dalle vie centrali particolarmente affollate. Unico brivido il mani di Rigoni controllato dal VAR che, in realtà, segnala un precedente fuorigioco in avvio dell’azione.

CROLLO ALLA DISTANZA. Il secondo tempo è contraddistinto da una grande sofferenza fin dalle primissime battute: da una parte si intensifica il forcing e dall’altra non si esce più dagli ultimi trenta metri tanto che Biabiany, in pratica, fa il terzino aggiunto in una linea difensiva a cinque troppo schiacciata all’indietro. Logica conseguenza l’uno-due micidiale di Caprari e Quagliarella che tramortisce i crociati ai quali non bastano gli inserimenti di Ceravolo e Ciciretti e il conseguente passaggio al 3-4-1-2 per cambiare l’inerzia di una partita persa meritatamente.

BUONA SAMP. Prova di spessore della Samp che con pazienza ha puntato su passaggi veloci e ricerca del fondo campo per scardinare la retroguardia del Parma. Mai in grado di far male in ripartenza, complice l’assenza dell’infortunato Gervinho. A cui non si è ancora posto alcun rimedio in attesa del mercato di gennaio.

 

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